Articolo di Vezzoni e Mancosu sul consenso del Movimento 5 Stelle alle elezioni del 2013

IL CONSENSO DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALLE ELEZIONI DEL 2013 E’ CRESCIUTO GRAZIE AL PASSAPAROLA

La vulgata sul partito 2.0

È opinione comune che il successo del Movimento 5 Stelle in Italia sia prevalentemente legato alla capacità dei suoi leader di cogliere le opportunità offerte dalla diffusione delle nuove tecnologie, come blog o social network. Il Movimento 5 Stelle, secondo questa interpretazione, rappresenterebbe il partito del web, e Beppe Grillo avrebbe fatto proseliti principalmente sfruttando le potenzialità dei nuovi media, tanto da arrivare alla grande affermazione delle elezioni politiche del 2013 col 25% dei consensi.

Questa spiegazione tuttavia non convince. L’Italia presenta ancora una penetrazione di Internet piuttosto bassa rispetto alla media europea (nel 2013, solo il 54% degli italiani accedeva quotidianamente a internet contro una media europea del 62%, fonte: Eurostat). E per riuscire a convincere un quarto degli elettori a votarlo, il Movimento 5 Stelle deve aver attinto a qualche altra risorsa.

Cosa dicono i dati: la forza del passaparola

Analizzando oltre 8000 interviste proveniente da un’indagine Itanes svolta prima delle elezioni 2013, emerge come il consenso per il Movimento 5 Stelle sia cresciuto giorno dopo giorno fino alle elezioni soprattutto grazie al passaparola e alle conversazioni con contenuto politico intrattenute con persone che non appartengono alla propria famiglia. Questo risultato emerge da uno studio di Cristiano Vezzoni (Università di Trento) e Moreno Mancosu (Collegio Carlo Alberto) che utilizza dati Itanes e che è stato recentemente pubblicato su Journal of Election, Public Opinion and Parties.

Attraverso questi scambi informali, in ufficio, all’università, al bar o all’angolo della strada, tante persone che ancora non avevano considerato di votare il Movimento 5 Stelle hanno prima cominciato a riconoscere i suoi sostenitori, poi a simpatizzare con le loro idee e, infine, a convincersi a votarlo. Questa dinamica, che si configura come un vero e proprio processo di diffusione (o, senza dare nessuna connotazione negativa, come un’epidemia), si è autoalimentata (più supporter di Grillo c’erano in giro, maggiore era la probabilità di incontrarli) raggiungendo il suo culmine proprio nel momento delle elezioni 2013 (24-25 febbraio). L’esito è stato lo straordinario e inaspettato risultato elettorale del Movimento 5 Stelle che ha poi influenzato tutti i successivi accadimenti politici.

Quali sono le implicazioni: la crescita del consenso M5S come processo di diffusione

I due ricercatori riconoscono che alla diffusione delle idee di Grillo ha sicuramente contribuito la loro vaghezza. Al di là del generico appello anti-sistema, Grillo si è spesso posto come un contenitore vuoto che ogni elettore ha potuto riempire secondo le sue preferenze e inclinazioni. Ma la cosa importante che i dati mostrano è che l’opera di “conversione”, o meglio di “sdoganamento” del Movimento, non è passato attraverso la rete ma piuttosto attraverso incontri con persone reali, soprattutto fuori dalle cerchie familiari. E questo meccanismo si è rinforzato proprio durante la campagna, quasi come un contagio.

Ciò non nega il ruolo e l’importanza dei nuovi media, ma sottolinea come i meccanismi di influenza politica siano ancora dominati dalle relazioni tra persone in carne ed ossa, anche e soprattutto quando si tratta di idee nuove che devono diffondersi in un pubblico che ancora non le conosce e alle quali non è abituato. Niente di nuovo sotto il sole: le innovazioni si diffondono da sempre in questo modo, grazie soprattutto alle persone che hanno contatti fuori dalla cerchie consuetudinarie (vedi la teoria di Everett Rogers sulla diffusione delle innovazioni). Ma è interessante notare come le idee politiche innovative seguano lo stesso schema di diffusione.

Cosa aspettarsi per il futuro: stabilizzazione del consenso?

Una volta ottenuto il risultato del 2013 la grande sfida del movimento 5 stelle è stata quella di gestire il consenso. Molti avrebbero scommesso su uno naturale sgonfiamento del fenomeno. E invece, a quanto risulta dai sondaggi correnti, sembra che il Movimento 5 Stelle abbia vinto la sfida del consolidamento e a due anni di distanza dalle elezioni del 2013 il suo consenso sia addirittura in crescita.

Elemento più complesso da valutare è quanto questo esito sia merito delle scelte politiche dei rappresentanti pentastellati o piuttosto demerito delle altre forze politiche concorrenti. Su questo per ora possiamo speculare. Per ragionamenti basati su evidenza empirica servirà aspettare i dati che Itanes raccoglierà nei prossimi mesi e anni.

Gli autori

Cristiano Vezzoni (cristiano.vezzoni@unitn.it) è ricercatore presso il dipartimento Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento.

Moreno Mancosu (moreno.mancosu@carloalberto.org) è ricercatore post-doc presso il Collegio Carlo Alberto, Università degli Studi di Torino.

I dati

I dati utilizzati nello studio provengono dalla ricerca “Come cambia la rappresentanza politica in Italia. La decisione di voto nel ciclo elettorale 2013-2015” finanzia dal Miur (Prin 2010) e coordinata dal Professor Paolo Segatti dell’Università degli Studi di Milano.

I dati sono stati raccolti nei due mesi precedenti le elezioni del 2013, tra il 5 gennaio e il 23 febbraio, attraverso interviste web, somministrate dall’istituto di ricerca SWG. Il campione complessivo è di circa 8700 intervistati, distribuiti su tutta la durata del periodo di raccolta in campioni giornalieri di circa 200 interviste. Il questionario è disponibile sul sito Itanes.

Per approfondire

Cristiano Vezzoni e Moreno Mancosu (2016) “Diffusion Processes and Discussion Networks: An Analysis of the Propensity to Vote for the 5 Star Movement in the 2013 Italian Election”, Journal of Election, Public Opinon and Parties. Uscito online 26 novembre 2015.

Sulle statistiche di penetrazione di Internet in Europa e in Italia:

http://ec.europa.eu/eurostat/data/database

http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Information_society_statistics_-_households_and_individuals

Sulla teoria della diffusione delle innovazioni:

Rogers, Everett M. (1962). Diffusion of Innovations (first edition). Glencoe: Free Press. ISBN 0-612-62843-4.

Diffusion of innovations in Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Diffusion_of_innovations